allergica-alle-emozioni:

La colonna sonora della mia vita.
brvtish:

by Devon
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canhappenlove:

✝
nitrogen:

(18+)
assenze-mai-colmate:

xx
sorrisi-per-coprire-i-pianti:

Sdrammatiziamo sta vita.
I peccatori bruceranno all’inferno per l’eternità”
“E gli altri?”
“Gli altri chi?
- Leo Ortolani (via quelmareciavevafregato)
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soffroeppuremivienedaridere:

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Amore per le all star
Oggi mi hai fatto pranzare da solo. Te ne sei andata a lavoro e come hai staccato, hai preferito passare il pomeriggio con chissà chi e chissà dove, a fare chissà cosa. Io ero passato dal fruttivendolo a comprarti le fragole. Sai, tra un po non ce ne saranno più. Sono arrivato a casa e le ho lavate per bene. Le ho tagliate perfettamente, ci ho messo più di 10 minuti. Le ho riempite di zucchero, come le vuoi tu, altrimenti non le mangi, messe dentro il piatto più grande e lasciate in frigo. E ho sorriso. Ho pensato alla tua reazione: ‘ste cose le fai solo per farti perdonare, ruffiano’. Ma tanto torto non hai. Le fragole stanno per finire. La loro stagione ormai sta per concludersi e tornerà tra esattamente un anno. Che buffo sono. Mentre preparavo il sugo pensavo alle fragole e le paragonavo a noi. Sta per finire la nostra stagione. Abbiamo dato il meglio di noi stessi. Stiamo per finire e non torneremo più. E’ questa la verità. Passi gli ultimi giorni con l’ansia, ‘e se oggi davvero si decide e mi dice che è finita?’ e comunque era finita già da tempo. Da mesi. Mesi in cui abbiamo passato i giorni a pranzare da soli, a cenare in silenzio, a guardare qualche telefilm con l’aria condizionata accesa, a mangiare patatine troppo piccanti, a domandarsi le cose senza guardarsi in faccia, ad uscire con gli amici e far finta di essere la coppia perfetta senza problemi, che si ama alla follia. Mesi in cui ci siamo guardati poco, ci vedevamo ma non ci sapevamo più osservare. Parole al vento. Orecchie disposte a sentire, che però non ne volevano sapere di ascoltare veramente. Nemmeno i miei ‘ti amo’ sentivi più. Nemmeno i miei ‘sei bellissima’. E a pensare a te, sto ignorando completamente l’acqua che bolle. E sorrido di nuovo. Perché se fossi qui, mi rimprovereresti dato che non uso mai i coltelli adatti per tagliare le cose e quindi secondo la tua banalissima teoria, sono poco professionale. Hai sempre da ridire. Non ti piace mai niente ed io te lo lascio credere, che sei la migliore, in cucina, a letto, con un pennello in mano o una matita. Ed è vero. Sei più brava di me. In tante cose. Come per esempio a non rispondere ai messaggi su whatsapp. E quindi niente. Pranzo da solo. E mi manca quella stupida che non sei altro al mio lato sinistro. Che mi ruba le cose dal piatto e le mette sul suo, che pur essendo strapieno, continua a riempire. E ormai non mi arrabbio più. Ti lascio bere a te l’ultimo mezzo bicchiere di cocacola. Come non mi arrabbio più quando la mattina ti svegli e mi scavalchi e ti fotti le mie pantofole e le mie calze. Come non mi arrabbio più quando ti devi per forza mettere il mio profumo, che butti addosso come se fosse acqua. E si litiga per quello poi. Perché io ti rimprovero, ti dico che costa tanto quel profumo e tu ti offendi: ‘ah ma come sei tirchio e possessivo’. La gente ci crederebbe mai che fai ste cose? Che sei capricciosa, a volte stupida, sempre attraente, sensuale, piena di passione. E mentre mangiavo i fusilli, che piacciono solo a me e che non mi fai fare mai, ho pensato che un giorno, prima o poi, di inizio settimana, senza dire niente, te ne andrai via da me. Sarà un giorno triste. Pure la sveglia alle 5 darà più fastidio del solito. E stavolta non sarà solo il lenzuolo e le calze che mi avrai rubato. Mi ruberai una parte di me, mi ruberai le emozioni, i sentimenti, la mia dolcezza notturna, la sopportazione mattutina, la voglia di ridere, di ascoltare la musica ad alto volume in macchina, la mattina prestissimo, solo per festeggiare quanto sia stato bello dormire con te la notte precedente. Saranno i fusilli, i pomodori crudi, troppo sale e ho dimenticato di compare il formaggio grattugiato, ma non è solo la pasta a far schifo oggi. Ad un tratto ti penso e sei diversa. Hai un lavoro vero e proprio e due bambini piccolini. Un marito impegnato ma non troppo. Hai tagliato i capelli, li hai fatti più chiari, solo scarpe basse, niente più matita nera, niente elastici neri. Ti immagino, con un altro uomo, che non sia io, con i tuoi figli, che non siano nostri, con il tuo sorriso, che ha perso il mio sapore. Ti immagino, soddisfatta con la tua vita, senza pazienza perché non sai come fare a insegnare la tabellina del 3 a tuo figlio, mentre l’altro se non stai attenta, ti fa cadere giù tutte le pendole dalla lavastoviglie. Foto perfetto con lui e il suo sorriso. Notti perfette. Ti soddisfa, non hai bisogno di altre mani. E tu? Ci pensi mai, se anche a lui sistemerai le camicie in base al colore, i calzini in base alla marca e le magliette piegate perfettamente una sopra all’altra? Se anche a lui racconterai di me, come fai con il cane, quando ti senti sola e con una tazza di te, fissi la strada dalla finestra. Se di me dirai quanto fossi gentile con tutti, ‘un bravo ragazzo’ o ‘davvero per bene’. Se ti farà male usare i verbi al passato, se spererai di usarli al futuro. Vedi, quanti pensieri mi fai fare se mi lasci solo a pranzo di mercoledì?
63 notes // reblog
Oggi mi hai fatto pranzare da solo. Te ne sei andata a lavoro e come hai staccato, hai preferito passare il pomeriggio con chissà chi e chissà dove, a fare chissà cosa. Io ero passato dal fruttivendolo a comprarti le fragole. Sai, tra un po non ce ne saranno più. Sono arrivato a casa e le ho lavate per bene. Le ho tagliate perfettamente, ci ho messo più di 10 minuti. Le ho riempite di zucchero, come le vuoi tu, altrimenti non le mangi, messe dentro il piatto più grande e lasciate in frigo. E ho sorriso. Ho pensato alla tua reazione: ‘ste cose le fai solo per farti perdonare, ruffiano’. Ma tanto torto non hai. Le fragole stanno per finire. La loro stagione ormai sta per concludersi e tornerà tra esattamente un anno. Che buffo sono. Mentre preparavo il sugo pensavo alle fragole e le paragonavo a noi. Sta per finire la nostra stagione. Abbiamo dato il meglio di noi stessi. Stiamo per finire e non torneremo più. E’ questa la verità. Passi gli ultimi giorni con l’ansia, ‘e se oggi davvero si decide e mi dice che è finita?’ e comunque era finita già da tempo. Da mesi. Mesi in cui abbiamo passato i giorni a pranzare da soli, a cenare in silenzio, a guardare qualche telefilm con l’aria condizionata accesa, a mangiare patatine troppo piccanti, a domandarsi le cose senza guardarsi in faccia, ad uscire con gli amici e far finta di essere la coppia perfetta senza problemi, che si ama alla follia. Mesi in cui ci siamo guardati poco, ci vedevamo ma non ci sapevamo più osservare. Parole al vento. Orecchie disposte a sentire, che però non ne volevano sapere di ascoltare veramente. Nemmeno i miei ‘ti amo’ sentivi più. Nemmeno i miei ‘sei bellissima’. E a pensare a te, sto ignorando completamente l’acqua che bolle. E sorrido di nuovo. Perché se fossi qui, mi rimprovereresti dato che non uso mai i coltelli adatti per tagliare le cose e quindi secondo la tua banalissima teoria, sono poco professionale. Hai sempre da ridire. Non ti piace mai niente ed io te lo lascio credere, che sei la migliore, in cucina, a letto, con un pennello in mano o una matita. Ed è vero. Sei più brava di me. In tante cose. Come per esempio a non rispondere ai messaggi su whatsapp. E quindi niente. Pranzo da solo. E mi manca quella stupida che non sei altro al mio lato sinistro. Che mi ruba le cose dal piatto e le mette sul suo, che pur essendo strapieno, continua a riempire. E ormai non mi arrabbio più. Ti lascio bere a te l’ultimo mezzo bicchiere di cocacola. Come non mi arrabbio più quando la mattina ti svegli e mi scavalchi e ti fotti le mie pantofole e le mie calze. Come non mi arrabbio più quando ti devi per forza mettere il mio profumo, che butti addosso come se fosse acqua. E si litiga per quello poi. Perché io ti rimprovero, ti dico che costa tanto quel profumo e tu ti offendi: ‘ah ma come sei tirchio e possessivo’. La gente ci crederebbe mai che fai ste cose? Che sei capricciosa, a volte stupida, sempre attraente, sensuale, piena di passione. E mentre mangiavo i fusilli, che piacciono solo a me e che non mi fai fare mai, ho pensato che un giorno, prima o poi, di inizio settimana, senza dire niente, te ne andrai via da me. Sarà un giorno triste. Pure la sveglia alle 5 darà più fastidio del solito. E stavolta non sarà solo il lenzuolo e le calze che mi avrai rubato. Mi ruberai una parte di me, mi ruberai le emozioni, i sentimenti, la mia dolcezza notturna, la sopportazione mattutina, la voglia di ridere, di ascoltare la musica ad alto volume in macchina, la mattina prestissimo, solo per festeggiare quanto sia stato bello dormire con te la notte precedente. Saranno i fusilli, i pomodori crudi, troppo sale e ho dimenticato di compare il formaggio grattugiato, ma non è solo la pasta a far schifo oggi. Ad un tratto ti penso e sei diversa. Hai un lavoro vero e proprio e due bambini piccolini. Un marito impegnato ma non troppo. Hai tagliato i capelli, li hai fatti più chiari, solo scarpe basse, niente più matita nera, niente elastici neri. Ti immagino, con un altro uomo, che non sia io, con i tuoi figli, che non siano nostri, con il tuo sorriso, che ha perso il mio sapore. Ti immagino, soddisfatta con la tua vita, senza pazienza perché non sai come fare a insegnare la tabellina del 3 a tuo figlio, mentre l’altro se non stai attenta, ti fa cadere giù tutte le pendole dalla lavastoviglie. Foto perfetto con lui e il suo sorriso. Notti perfette. Ti soddisfa, non hai bisogno di altre mani. E tu? Ci pensi mai, se anche a lui sistemerai le camicie in base al colore, i calzini in base alla marca e le magliette piegate perfettamente una sopra all’altra? Se anche a lui racconterai di me, come fai con il cane, quando ti senti sola e con una tazza di te, fissi la strada dalla finestra. Se di me dirai quanto fossi gentile con tutti, ‘un bravo ragazzo’ o ‘davvero per bene’. Se ti farà male usare i verbi al passato, se spererai di usarli al futuro. Vedi, quanti pensieri mi fai fare se mi lasci solo a pranzo di mercoledì?
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vogliochediventifortee:

lamoretisbranacongliocchidolci:

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Awwwww
E quasi tutti siamo ad aspettare qualcuno che ci venga a prendere e ci porti via da qui.
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